Il dovere ci spinge a segnalare iniziative collaterali all'Università ed importanti documenti di auto-certificazione:

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Hai fatto un sacco di lavoro che al docente non andava bene ma che tu vorresti ricevesse un po' di riconoscimento? Bene qui puoi mostrare il tuo lavoro e sarò utile non solo al tuo ego ma anche agli altri! Lavorando insieme possiamo migliorare tutti!

I lavori saranno pubblicati su Ark.inU col tag LavoFaPIGuDiFa.

Invia il tuo materiale

Invia ai rappresentanti o al gestore di Ark.inU disegni o altre elaborazioni grafiche (magari in PDF), file audio o video, puoi inviare il file (mp4, m4v, avi, ecc.); puoi inoltre inviare il link e/o codice HTML o "codice da incorporare" proveniente da Youtube, Vimeo, Doob o altri siti di video sharing; specifica anche un titolo dell'opera, il tuo nome e/o pseudonimo e altre informazioni (come data di realizzazione o brevi note).

La Gazzetta del Pavan

L'autorevole pubblicazione disponibile gratuitamente in formato PDF:

gazzetta
Anno I - numero 1

Natale 2007 – offertissima

Inedito in Italia esce anche qui la quadrilogia cacciaguerriana ad un prezzo di € 19,98 invece che € 159,98: VivadIO (inedito), Kamasutra Urbano, Maledette assistenti – come introiettare due sonore bestemmie e Sfera possenica, sfera oftalica ed altri anacoluti. Immancabile nella biblioteca di un architetto!

campus tenda turbina
circondati dall'arte...

Meno male che nella sede dei Rizzi, tra la splendida opera architettonica di Manfredi Nicoletti (il cosiddetto campus, prima immagine a sinistra), l'opera d'arte di Toni Zanussi (la famosa Tenda della pace che campeggia – letteralmente – in ingresso, immagine al centro) e l'opera d'ingegno dipinta blu puffo (la storica turbina Pelton situata nel prato antistante l'entrata, immagine a destra) si vive nel bello.

La domanda sorge subito spontanea: pensate se malauguratamente fossimo capitati nel brutto...

... e gli studenti di Architettura reagiscono

sciarpetta
esempio di rivitalizzazione dei Rizzi, by Shoe

sciarpettaTessari Day

Il Tessary Day 2007, svoltosi in aula D il giorno 15 febbraio 2007 dalle 11 alla mezza è riuscito discretamente. Armati di sciarpertta diligentemente annodata un gruppo di volontari ha partecipato alla lezione.

L'evento è stato coronato da un discorso dell'imitato agli imitanti in cui, tirando dentro la definizione di genio, Adolf Loos, il caso, Der Andere, ed altre variegate ed avariate informazioni, ha detto in sostanza – a quanto pare – "humor apprezzato ragazzi!".

Rizzi's Bar: segnali al caffè

liscio / macchiato freddo

macchiato caldo

ristretto / ristretto macchiato freddo

lungo

decaffeinato

macchiatone

 

video

links

Giuochi

Con il mouse disegnate i nodi della struttura reticolare (le aste che li congiungeranno non potranno superare una certa lunghezza), con cui unirete le due sponde. Avete un budget massimo (ogni asta costa 100 $). Potete cancellare i nodi selezionandoli e premendo canc. Alla fine cliccate su Test level per fare il collaudo con il passaggio di cinque omini. Buon divertimento!

Segnaliamo inoltre Building & Co.: you are the architect!, di cui potet qui assaporare il trailer; il gioco non è gratuito, on-line trovate la demo.

sintomi che studi architettura

  1. Sai che sapore hanno la colla e la balsa
  2. Ti chiedono continuamente: “e... questa faccia?”
  3. Hai cambiato il tuo vocabolario drasticamente (”dovere" per "consegna", "palla" per "sfera", "gente" per "destinatari"…)
  4. Non capisci la gente che può spendere meno di 10 euro in una libreria
  5. Odi che i tuoi genitori ti dicano “Vai a dormire!!”, ”Se in ogni caso non riesci a finire... vai a letto!!”, o anche semplicemente la domanda “ti manca molto?”, ti può irritare...
  6. Sei stanco delle persone che ti dicono: ”Io avrei voluto essere architetto, era il mio sogno... però...”
  7. I tuoi amici che studiano altre cose non hanno lo stesso concetto di Dovere che tu hai, dicono sempre “Falla prima della lezione” o “chiedila a qualcuno” o ancora peggio “non la fare”
  8. Hai dormito più di 20 ore di seguito in un fine settimana
  9. Puoi parlare con sicurezza del contenuto di caffeina nelle varie bibite e della loro rispettiva efficacia
  10. Non importa quanto ti sforzi per fare il tuo miglior progetto, ci sarà sempre qualcuno che dirà “perchè non gli metti questo, o gli cambi quello” o... “sei sulla buona strada però ancora manca tanto...”
  11. Hai ascoltato tutti i tuoi cd e mp3 in meno di 48 ore
  12. Non sei visto in pubblico senza occhiaie
  13. Quando ti invitano a uscire, subito dopo ti chiedono: “...o hai una consegna?”
  14. 1Sei capace di riciclare l’impensabile quando si tratta di dover fare un modellino
  15. Hai ballato la macarena con coreografia alle 4 della mattina senza una goccia d’alcool in corpo
  16. Costantemente cerchi scuse per spiegare ai tuoi professori, di materie che non sono disegno, il perchè non hai fatto gli esercizi
  17. Hai più fotografie di paesaggi ed elementi da usare in un disegno, che della tua famiglia...
  18. Qualcuno qualche volta ti ha detto “Sfaticato”, “la tua università è super rilassante” o “non è la più difficile celle università”… e avresti voluto ucciderlo
  19. I tuoi incubi riguardano il non finire qualcosa o il non riuscire a fare qualche consegna
  20. Puoi vivere senza contatto umano, cibo, o luce del sole, però non puoi fare a meno di stampare col plotter… un caos totale!
  21. Ai tuoi genitori fa paura usare parole come “carino” o “brutto” davanti a te
  22. Non ti interessano le macchine sportive: un furgoncino è quello che può trasportare i modellini più grandi!!
  23. Disegni cose spettacolari senza avere la minima idea del loro costo
  24. Hai il marchio dell’architetto: un callo nel dito che appoggi sulla matita
  25. Riesci a dormire in qualsiasi posto, sopra tastiere, zaini, sui tuoi compagni, per terra...
  26. Mille volte sei stato in un magazzino, nonostante ciò non ne hai mai visto uno!
  27. Ogni volta che finisci di imparare un nuovo programma credi di essere super aggiornato, però poi ti rendi conto che ci sono almeno 1000 programmi nuovi per disegnare, che ancora non conosci...
  28. Quando finalmente trovi il tempo per uscire, i tuoi pensieri sono: “come sono progettati male i bagni della discoteca! Questa non è la migliore uscita di emergenza! Le scale non sono... “
  29. Uno degli spazzolini da denti che c’è nel tuo bagno è del tuo compagno di laboratorio
  30. Tuo fratello crede di essere figlio unico
  31. Guardi con avidita' ogni sorta di imballaggio. Mentre tutti ti guardano con orrore frughi nella spazzatura in cerca di ritagli (carta, legno, metallo... NO rifiuti umidi). Sprezzante dello stupore e del disgusto generale, sogghigni di soddisfazione prefigurando come stara' meraviglia sul tuo plastico e autocongratulandoti per la tua brillante illuminazione

siccome sono un architetto...

come diventare architetti famosi...

tratto da elaboratorio05.it (traduzione dell'originale inglese)

  1. Non c’è difficoltà a diventare famosi, ma non aspettarti troppo: non ti assicurerà né la ricchezza né l’ingresso nell’alta società. Ma se proprio vuoi diventarlo, siamo qui per spiegarti come fare.
  2. Innanzi tutto va in una libreria ben fornita e compra tutte le riviste di architettura che trovi: da quelle capirai cosa NON devi fare.
  3. Ai reimanders acquista un libro di architettura pieno d’illustrazioni, di almeno 10-15 anni fa: abbastanza perché gli edifici pubblicati siano completamente fuori moda e pertanto ottimi da copiare.
  4. Tornando a casa trova un nome per il tuo studio: qualcosa di incisivo, magari un po’ stupido, che però riveli pretese artistiche. Non ci sono regole precise, ma evita assolutamente “studio”, “architettura” o “urbanistica”. Il nome deve dare un’immagine di efficienza, suggerire che si trova in una zona alla moda della città e che hai dei dipendenti formidabili. Nessuno deve sapere che in realtà lavori tutto solo nella tua camera da letto.
  5. Ora che hai il nome dello studio, ti serve il primo progetto. Sarà una casa favolosa, con un nome indimenticabile: basta aggiungere la parola “casa” a una parola o frase che va per la maggiore. Se suona bene, vuol dire che va bene. Scansiona delle immagini dal libro preso ai remainders e col Photoshop combinale con altre che ti piacciono. Lavoraci su finché l’immagine ti sembra bella e credibile. Guarda che non somigli troppo alle immagini delle riviste.
  6. Ora è il momento di sviluppare la tua “mistica”. È quella, che venderai, pertanto è importantissima. Se non ti daranno da progettare nulla nei prossimi 10 anni, dovrai viverci, di quella mistica. La tua mistica è quel che dici e il modo in cui lo dici. Se sei un europeo, sei già a cavallo. Se non lo sei, fingi almeno di esserlo. La tua mistica deve sottintendere una politica rivoluzionaria e una filosofia francese (comunque evita di parlare direttamente di quest’ultime due cose, perché non interessano ad alcuno e potrebbero farti fare confusione).
  7. Per allertare le riviste devi scrivere un comunicato stampa, profuso della tua mistica, stuzzicante. E non scordare di metterci il tuo numero di telefono.
  8. Considera che ti rivolgi a dei giornalisti alla disperata ricerca di qualcosa d’interessante (l’architettura è per lo più molto noiosa). Fai dichiarazioni bizzarre, dì loro tutto quel che ritengono sbagliato, soprattutto esprimi opinioni radicali su tutti gli argomenti che affronti. Stamperanno tutto e te ne saranno grati.
  9. Manda il comunicato stampa alle riviste (i loro numeri di fax li trovi nei fascicoli che hai acquistato).
  10. Ma ancora non rilassarti. Prepara delle buste, perché nei giorni che seguono potresti essere troppo occupato a rispondere alle telefonate. Nelle buste mettici il disegno della casa, accompagnandolo con frasi ad effetto (vedi com’è stato opportuno sviluppare una “mistica”à).
  11. Tutte le volte che il telefono squilla, sai cosa fare: parla dell’incisivo nome dello studio, della tua affascinante mistica, dell’eccitante nome della casa. Quando non ti telefonano più vai all’ufficio postale a spedire le buste.
  12. Finalmente puoi rilassarti. Corri in un bar alla moda fra gli architetti (lo riconosci dal look da fabbrica riconvertita, dal costo esagerato degli snack e dai curiosi occhiali che la gente porta). Divertiti pure, ma non scordare la tua mistica. E acquista le riviste che ti pubblicano.
  13. Sii il benvenuto fra le star internationali.

Perché uscire con un architetto?

  1. Le misure non sono mai un problema (chi vuol intendere!);
  2. Sa leggere le carte geografiche. Scordatevi il navigatore o le cartine in auto, un architetto sa sempre dove andare e come raggiungerlo;
  3. Ha una pazienza mai più riscontrata dai tempi del mahatma Gandhi. Non è insolito infatti vedere gruppi di architetti meditare sulla non violenza davanti ad un plotter (nn violenza contro i vari addetti alle stampe ovviamente);
  4. È un artista a metà, quindi è pazzo QB... nel senso che non sarà mai così partito di cabeza come un artista serio e mai così palloso come un tecnico qualunque;
  5. La maggior parte non se la passa malissimo, economicamente... o ha una buona previsione futura... e di 'sti tempi....
  6. Di solito, un architetto è molto impegnato nel suo lavoro. Questa è per le donne (o per gli uomini) ke tendono irrimediabilmente a tradire il/la compagno/a....;
  7. Se gli date spago, un architetto può parlare di qualsiasi cosa: dal plancton che scarseggia alla condizione economica nel sud-est asiatico. Fa anche figura portandoselo dietro alle feste;
  8. Quindi, l'architetto, di solito (la precisazione è d'obbligo), veste piuttosto bene. La dualità artista/tecnico fa si che non sia mai nè troppo elegante nè troppo sportivo... con la possibilità però di diventare sia elegantissimo, che sportivissimo, se vuole;
  9. L'architetto è un po' poeta. Quindi è un romantico. Sa tirare fuori il lato leggiadro da qualsiasi skifezza della natura; e il più delle volte è lui ad aggiungere skifezza alla natura pensando che sia leggiadrìa....
  10. Dio è l'architetto dell'universo... devo aggiungere altro?

25 ottime ragioni per non sposare un Architetto

  1. Un architetto sarà sempre più innamorato del suo lavoro che del suo partner... TU verrai sempre dopo: lo Studio, il cantiere, il comune, la Soprintendenza, quel progetto da consegnare ASSOLUTAMENTE domani, le tavole da stampare, il computo metrico, i committenti etc, etc etc...
  2. È solitamente affetto da disturbo narcisistico della personalità e megalomania. In quanto TUTTOLOGO riesce a parlare di qualsiasi cosa, e le sue idee sono sempre migliori delle tue... Ogni cosa che non ha progettato lui ha qualcosa che non va.
  3. Nessuno, a parte Mies, Frank Lloyd Wright e Le Corbusier può permettersi di dire che il suo progetto fa cagare!
  4. Quando deve convincerti di qualcosa, non esita a sfoggiare una dialettica degna di Socrate. Quando deve spiegarti un progetto, idem.
  5. Esprimono opinioni radicali su tutti gli argomenti: tu non capisci un cazzo di pittura, scultura, cinema, teatro, musica, fotografia... LUI si.
  6. In presenza di altri architetti parla SOLO di Architettura.
  7. È un creativo, ciò giustificherebbe la totale mancanza di senso pratico.
  8. È un creativo, ciò lo giustifica anche dal ritardo PATOLOGICO (ditemi quando mai un architetto è arrivato da qualche parte puntuale...)
  9. Spesso pensa di risolvere tutti i problemi della vita con Ctrl-Z.
  10. Ha manie di onnipotenza, e quando gli chiedete di darvi una mano in casa crede di poter spostare gli oggetti col comando Offset.
  11. Nel suo vocabolario quotidiano ci sono termini come offsettare, trimmare, estrudere...
  12. Presenta una spiccata attitudine all'alcolismo e all'uso (e abuso) di cannabinoidi...
  13. È solito parlare da solo e/o col suo computer, e in pieno delirio creativo-progettuale può arrivare ad alzarsi di scatto dal letto alle 3 di notte perché ha trovato la soluzione per il progetto.
  14. Può lavorare anche più di 18 ore di fila su 24... rilievi, nottate al CAD, sonno arretrato dai tempi dell'università, code al catasto, fotocopie e rilegature di fascicoli, e stare troppo tempo davanti al computer li rende NERVOSI, IRRITABILI, ALIENATI... se gli parli non ti sente neppure... nella situazione di cui sopra, se si blocca il plotter, scappate!!!
  15. I suoi ritmi biologici sono da sempre completamente stravolti... ingoia cisterne di caffè a ogni appuntamento coi clienti e la sera è talmente schizzato che per calmarlo bisognerebbe iniettargli un neurolettico in vena!
  16. Alla guida sarà sempre e comunque distratto; guarderà un edificio, un albero e, se proprio non c'è nulla, lo skyline...
  17. Se state andando da qualche parte e per strada scorge qualcosa di interessantissimo, la meta diventa tutt'altra.
  18. Quando cammina a testa bassa fingendo di ascoltarvi in realtà sta pensando di fare una foto alle mattonelle e usarla come texture...
  19. Ha sul portatile più fotografie di paesaggi ed elementi da usare in un rendering che di voi.
  20. Qualunque cosa viene analizzata sotto l'aspetto estetico, ANCHE VOI verrete giudicata/o secondo i canoni vitruviani.
  21. Scarabocchiano e fanno schizzi su tutto, anche sulla tovaglia di carta della pizzeria e sulla carta igienica mentre sono al cesso...
  22. È rigorosamente vietato usare parole come “carino” in sua presenza, potrebbe azzannarvi alla gola o, peggio, farvi una lezione sul Movimento Moderno...
  23. Quando esci con lui ti fa notare continuamente come sono progettati male i bagni, che le uscite di emergenza non sono a norma e che le scale non sono disposte nel modo più congeniale.
  24. Se partite per un viaggio romantico a Parigi non vi porterà a vedere la Tour Eiffel, ma vi trascinerà per quartieri sconosciuti alla ricerca di quel progetto visto su Domus, Lotus, Casabella.... o era El Croquis???
  25. Persino quando sistema il cibo dentro al frigo lo fa sempre rispettando la composizione di pieni e vuoti senza lasciare nulla al caso.... anche apparecchiare la tavola diventa un "interessante" dibattito sulla composizione più o meno simmetrica formata dalla combinazione piatto-posate-bicchiere...

Per chi ha subito la metamorfosi universitaria

La matricola

Quando inizialmente la piccola, ingenua matricola si sente per la prima volta un "universitario", si sente un po' il gallo nel pollaio. Se la gira per le aule, ancora ignara di ciò che l'aspetta, cominciando già da subito a non frequentare perché solo l'idea che possa farlo gli dà senso di potere. Nel suo tenero immaginario vede aperitivi del mercoledì sera ogni settimana, serate universitarie in discoteca, conoscenze con affascinanti donzelle o giovani prestanti.

Già dal primo mese di università i sogni cominciano a vacillare. Dopo non aver frequentato per settimane, la giovane matricola capita per caso a lezione e si accorge che la prof è già a metà del programma e per l'esame ci sono svariati libri e quando sommando le pagine il numero supera la migliaia, la piccola matricola, intimorita, decide che "da oggi frequenterà tutto".
Stilando l'orario universitario comincia a penetrare un sottile senso di disperazione. Lezioni tutti i giorni tutto il giorno, in una sede e poi nell'altra, accavallamenti. Ma la matricola non si perde d'animo: da oggi niente palestra e uscite il sabato pomeriggio, "così studio".

L’universitario integrato

Ormai non si bada più di avere tre lezioni che si accavallano. Con atteggiamento stoico, decide di non frequentare gli altri due corsi, oppure si è già munito di registratore o di amici passa-appunti. Ormai ha cronometrato il tempo da una sede all'altra. I suoi ritmi biologici non sono più biologici, ma universitari. Un giorno si alza all'alba, un giorno alle 10, un giorno mangia alle 11, un altro alle 4 di pomeriggio. La mattina si prepara a velocità superbioniche e ha cronometrato anche qui il tempo. Si veste sciatto, pronto a sedersi per terra e arroccarsi ovunque per seguire nella aule affollate. Il proposito dei week end di studio sfuma già dopo un paio di settimane.Ogni weekend dice che deve studiare, ma dorme. Il sabato diventa il GIORNO-DEL-SONNO, e la domenica IL-SONNO-del-GIORNODOPO-DEL-SONNO. Solo qualche coraggioso, esce.

L'universitario in sessione d'esame

Dopo un semestre di lezioni finalmente arriva la PAUSA NATALIZIA. La matricola crede che il calvario sia finito, ma non sa che lo aspetta qualcosa di molto, molto più terribile. A fine dicembre comincia a informarsi anzitutto sugli appelli. Incapace di comprendere come anche gli appelli possano accavallarsi, si rende conto che per preparare ciascuno di quegli esami (quelli da milioni di pagine) avrà si e no dieci giorni e che come sempre si è svegliato troppo tardi. Dopo un momento di incredulità, lo studente si rende conto che Sì: AVEVA DAVVERO FATTO MALE I CALCOLI. Come sempre non si fa prendere dallo sconforto e comincia a studiare per la SESSIONE D’ESAME.

Lo studente tipo si sveglia all'alba, ma poi ha così sonno che prima che riprende conoscenza è mattinata inoltrata. Se mettondogli di fronte guitar hero si alzerebbe di botto e comincerebbe a suonar ozzy osbourne, appena di fronte al libro inspiegabilmente le sue palpebre cedono abbandonandosi in un sonno profondo. Per far fronte a questi cedimenti, lo studente si circonda di caraffe di caffé a ogni ora del giorno e la sera è talmente schizzato che per calmarlo bisognerebbe iniettarli valeriana in vena. E' ingrassato di venti chili da quando ha cominciato l'università, ma la fame non si è ancora placata e ogni mezz'ora di studio, un'ora la passa di fronte al frigorifero. Il culo morbido è anche piatto, perché è sempre seduto. Vorrebbe volentieri qualcuno che lo trascinasse dal frigor al tavolo, dal tavolo al letto, dal letto al cesso. Va ormai in giro costantemente in pigiama, come un piccola ameba. Ha due occhiaie che sembra drogato: ma tanto allo specchio non si vede bene, perché ha già perso due diottrie. Una voce interiore gli fa paccare chiunque gli chieda di uscire, perché DEVE STUDIARE, ma metà delle volte passa la giornata su facebook, maledicendosi tutta la notte. La mattina, non avendo dormito dal senso di colpa che lo corroborava, lo studente dorme, così si sveglia e si risente in colpa perchè non ha studiato. Ogni pagina studiata conta le pagine mancanti, la notte si sveglia d'improvviso ripetendo la lezione, la notte sogna l'assistente che gli urla di tornare la prossima volta.
La sera prima dell'esame lo studente maledice di aver fatto l'università e sogna una carriera di commesso all'esselunga. Ma poi nel sogno arriva alla cassa proprio il prof e quando gli dà lo scontrino questo urla "No le dò 18, non di più", e nell'ansia lo studente si sveglia e smette di sognare, anzi, torna a studiare.

Epilogo

All’esame lo studente prende 18. Ma tanto la fine la sapete: ormai c’era arrivato tanto sclerato che fai i salti di gioia e gli sembra un 30 e lode. Il suo primo pensiero: OGGI FINALMENTE DORMO!

Non fate studiare architettura ai vostri figli

Gianni Biondillo
Metropoli per principianti
Ugo Guanda Editore, Parma, 2008 - (more inside)

Cap.1 – Non fate studiare architettura ai vostri figli

(…) È il peggior investimento che potreste fare, quindi non fatelo. Vi ritrovereste con figli frustrati, incapaci di relazionarsi col mondo del lavoro: troppo tecnici per gli artisti, troppo artisti per i tecnici, ne carne ne pesce, insomma.
Se lo fate per il prestigio, meno che meno. Non esiste categoria più bistrattata, sfottuta, derisa: dai padroni di casa, dagli imprenditori edili, dai muratori, dagli ingegneri, dai geometri. Un incubo. Vi descriveranno gli architetti come inconcludenti, con la testa sempre fra le nuvole, come arroganti, omosessuali (se maschi), galline (se femmine), artistoidi, tecnigrafoidi, incomprensibili, insensibili, ipersensibili, arredatori, con pessimo gusto, con ottimo gusto ma cari, carissimi, costosissimi.
Lo volete cosi vostro figlio? Perché fargli questa cattiveria?
Tanto ve lo dico subito, il lavoro (di architetto intendo) non lo trova. A meno che non abbiate l'infinita pazienza di vederlo leccare i piedi nello studio di qualche affermato professionista per anni. Per dodici-sedici ore al giorno: a tirare linee, a disegnare sempre e solo scale di sicurezza o pozzetti d'ispezione, e tutto gratis o per un rimborso spese ridicolo, giusto il costo dei panini e della tessera mensile del tram.
(…) E allora si smette di farsi belli di cotanto curriculum e si cerca di tutto; tutto quello che capita diventa ossigeno: e si passa per studi di ingegneria, con i tuoi cugini del Politecnico (…) Che ti chiedono, come al solito, dato che te lo chiedono tutti da anni: «Ma sei un architetto d'interni o di esterni? »
(…): dal cucchiaio alla città, ti avevano insegnato in facoltà. L'architetto si occupa di tutto, dal cucchiaio alla città, come si può pensare che uno si fermi agli interni ed un altro si occupi solo degli esterni? (…)
Lo volete così vostro figlio?
Alle cinque del mattino, in fila fuori dal catasto urbano, (…) (li riconosci subito al catasto, gli architetti: sono quelli che leggono i libri. Gli altri, giustamente, se ne fottono: al massimo hanno «La Gazzetta dello Sport» sotto braccio). E FAI PENA. INUTILE GIRARCI ATTORNO: FAI PENA. (…)
Ma basta, insomma. BASTA! C'è da fare una lottizzazione selvaggia? Eccomi. C'è da demolire una cascina (le tue amate cascine che avresti rilevato mattone dopo mattone con una cura maniacale, per poterle conservare a futura memoria) per farci un ipermercato? Ci penso io. C'è una variante in corso d'opera da fare per mascherare un abuso edilizio? Dove si firma?
Stile? Linguaggio? Analisi urbana? Lettura del territorio? Qualità progettuale? Ecocompatibilità? Rispetto della memoria? Innovazione? Andatevene tutti a fare in culo!
Vivo in Italia, nel paese col più alto numero di laureati in architettura d'Europa e col più basso numero di opere edili progettate da architetti, ed ho una vita sola.
Voglio sposarmi, avere dei figli, non posso aspettare per tutta la vita. Il mio diploma di laurea è appeso nel cesso. Eccomi, Italia. Fa' di me quello che vuoi.
È questo, vi chiedo, quello che volete per il futuro dei vostri figli?
(…) lessi un'intervista a Vittorio Gregotti su un quotidiano nazionale. Il giornalista ad un certo punto chiese un consiglio da dare ai giovani che si accingevano ad iscriversi ad architettura. Gregotti rispose, lapidario: « Consiglio loro di scegliersi genitori ricchi ».
E io, figlio di morti di fame, come trovai arroganti quelle parole. Io, figlio di semianalfabeti, che rabbia furiosa mi montò nei confronti di quel trombone accademico. (…) Povero illuso, quanto mi sbagliavo. Perché Gregotti aveva ragione. (…) Fare architettura, in Italia, è innanzitutto un privilegio di casta. (…)
Altrimenti come mi spiego che di tutti i miei compagni di corso quelli che hanno iniziato a lavorare subito, appena laureati, erano (e sono) figli di industriali, ambasciatori, manager, avvocati e, ovviamente, stimati architetti? Ottime persone, alcune di grandi qualità intellettuali e progettuali, ma loro, appena appeso il diploma di laurea alla parete dello studio nuovo nuovo, hanno progettato le fabbriche per lo zio, o la villa al lago per la nonna. Loro, da ragazzini, andavano nel liceo giusto, e i loro compagni di classe nel frattempo sono diventati chirurghi, avvocati, dentisti, politici, manager. Cioè i loro naturali clienti. (…)
Insomma, non ostante tutto insistete? Davvero volete iscrivere i vostri virgulti in quelle bolgie dantesche che sono le facoltà di architettura italiane? Sì?
Be', allora fatelo. Fatelo davvero. (…) Perché è l'ultima disciplina ancora perfettamente rinascimentale, dove tutto rimanda ad un tutto. Di quelli che si laureano nessuno o pochissimi faranno la professione, ma tutti sapranno trovarlo un lavoro, qualunque lavoro. (…) E non solo. L'altro grande dono che ti da è lo sguardo. (…) Questo ti da lo studio dell'architettura.
Quindi, massì, mandatelo pure vostro figlio a studiare architettura. Fatelo. Impegnatevi a pagare le tasse, il posto letto a costo proibitivo se abitate fuori sede, le copie, le fotocopie, i libri, i programmi di CAD, le attrezzature, tutto. Fatelo laureare.
Poi però mandatelo subito all'estero. Che qui non c'è speranza.

Questione di conti...

Finalmente abbiamo la dimostrazione scientificamente non è colpa degli studenti, se questi non riescono a passare gli esami...

Il problema è che abbiamo solo 365 giorni all'anno; ragioniamo:

  1. domeniche ci sono 52 domeniche in un anno, sapete bene che la domenica si riposa... 365 - 52 = 313 giorni rimanenti;
  2. vacanze estive per circa 75 giorni fa veramentemolto caldo e studiare è difficile; 313 - 75 = 238 giorni rimanenti;
  3. dormire 8 ore al giorno di sonno, fanno 365 x (8 / 24) = 120 giorni circa; 238 - 120 = 118 giorni rimanenti;
  4. sport 1 ora al giorno per praticare sport fa bene alla salute! 365 x (1 / 24) = 16 giorni circa; 118 - 16 = 102 giorni rimanenti;
  5. mangiare 2 ore al giorno per mangiare – masticando per bene! 365 x (2 / 24) = 31 giorni circa; 102 - 31 = 71 giorni rimanenti;
  6. relazioni 1 ora per le chiacchiere – l'uomo è un animale socievole! 365 x (1 / 24) = 16 giorni circa; 71 - 16 = 55 giorni rimanenti;
  7. esami ogni anno ci sono almeno 30 giorni incui si danno esami, quindi non si studia! 55 - 30 = 25 giorni rimanenti;
  8. malanni una persona normale passa circa 10 giorni all'anno in cui non si sta molto bene; 25 - 10 = 15 giorni rimanenti;
  9. festività Pasqua, Pasquetta, Pentecoste, Ferragosto, 1° Maggio, Liberazione, Repubblica, Natale, S. Stefano, S. Silvestro, Capodanno, Immacolata, Ognissanti; totale 13... 15 - 13 = 2;
  10. onomastico non vorrai studiare il giorno del tuo onomastico? 2 - 1 = 1...
  11. ...quel giorno è quello del tuo compleanno: come puoi anche solo pensare di studiare quel giorno???!!!

Bilancio definitivo: 0 giorni rimanenti. Se hai passato l´esame: complimenti, deve essere stata davvero dura!!! Se non hai passato l´esame: non ti preoccupare, è normale!!!

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