Riassumiamo quanto discusso il giorno 10 gennaio 2008 in C.C.S. di Architettura, il cui ordine del giorno era costituito dall'unico punto "proposta Banca Popolare di Cividale e attivazione della Facoltà di Architettura a Cividale".

Introduce i lavori il prof. A.R. Burelli il quale ribadisce anzitutto la priorità della Facoltà, in quanto organo in grado – a differenza dell'attuale C.d.S. – di interagire con l'Ateneo direttamente, pena il rischio di "soccombere" – come realtà di Architettura – entro pochi anni. L'impegno dell'attuale presidente del C.C.S. in merito, preso a giugno 2007 – data in cui fu presentata per la prima volta l'offerta della Banca di Cividale – , era quello di reperire presso altri istituti bancari, se possibile, un finanziamento pari a quello in analisi, ovvero 5 milioni di euro, mantenendo la nascente Facoltà in Udine. I tentativi del prof. Burelli falliscono e portano all'out-out della banca cividalese per una decisione entro il 20 gennaio 2008. Parallelamente, dopo le intenzioni dell'istituzione della Facoltà (seconda metà del 2007), subentrano le crisi finanziarie dell'Ateneo dovute ai tagli ministeriali: la grossa mancanza in bilancio porta a forti tagli alla ricerca, ad un probabile rincaro della tassa d'iscrizione ed a altre ripercussioni, non ultima la maggior difficoltà per l'attivazione della Facoltà stessa.

Viene dunque elaborata dalla Commissione Architettura una proposta per la Banca, presentata il 31 dicembre 2007, in modo da poter fruire degli spazi proposti dunque del finanziamento. All'incontro sono presenti il Preside di Ingegneria, il Rettore, un rappresentante della Regione Friuli V.G. ed il presidente della Banca. Escluso un master post-laurea e la summer school dell'Università di Udine – iniziative indipendenti da Architettura – si propone il dislocamento di quattro laboratori a Cividale (nello specifico: Progetto e Costruzione, Restauro, Urbanistica e Scienze delle Costruzioni) con l'ipotesi della creazione di un Polo della Costruzione sul modello francese di Villefontaine. La proposta non convince né la regione né l'ente di credito quindi viene respinta.

Si giunge ad una seconda offerta – quella in oggetto – di cui vengono presentanti i primi dettagli: è prioritario che il triennio rimanga ad Udine (per una questione di interfacciamento con la Facoltà di Ingegneria e per richiamare studenti), i laboratori della Laurea Magistrale (ora Specialistica) vengono dislocati a Cividale del Friuli e vi sarebbe la possibilità, tra 2-3 anni, di istituirne una seconda in Design (rivolta ai laureati in Ingegneria Meccanica o Scienze dell'Architettura). Il nome della nascente Facoltà sarà "Facoltà di Architettura del Friuli", data la sua locazione ufficiale nella città friulana.

Interviene quindi il preside, prof. F. De Toni, apportando nuovi dettagli sull'incontro di dicembre, ribadendo la precisazione già fatta al Rettore dell'indipendenza dell'attivazione della Facoltà di Architettura rispetto alla sede in cui essa verrà collocata, e specificando l'indipendenza dalla questione di Architettura del dislocamento – quasi certo – della Summer School a Cividale (attività didattica dell'Ateneo nel periodo estivo, rivolta principalmente agli studenti stranieri). Tocca infine il lato economico: dati i problemi, negli anni passati, con la sede pordenonese di Ingegneria e con l'allora (2002) Facoltà d'Architettura pro-tempore ha consigliato l'istituzione di un Consorzio Universitario a Cividale che concentri tutti i finanziamenti e li eroghi direttamente alle istituzioni a cui sono destinati.

Gli interventi successivi prendono atto che il documento elaborato, sic stantibus rebus, sia il migliore possibile; i rappresentanti degli studenti chiedono di tener conto dell'esigenza di una biblioteca in entrambe le sedi – e che quest'ultima non venga divisa in due parti lasciando priva una delle locazioni di testi importanti –, viene inoltre richiesto uno sportello di segreteria ad Udine, per evitare spostamenti a Cividale per le operazioni più banali (consegna dei cedolini, informazioni, etc.) ed infine auspicata una convenzione con la F.U.C. per i costi di trasporto e l'interfacciamento delle corse con le esigenze universitarie. Viene in ultimo ribadita la piena disapprovazione degli studenti riguardo il decentramento, inevitabile però visti i pro precedentemente esposti.

La votazione finale trova l'unanimità del consiglio per la richiesta di istituzione ed attivazione della Facoltà di Architettura, ora la delibera dovrà essere discussa in C.d.F. di Ingegneria e seguire l'iter degli altri organi d'Ateneo.

Come secondo punto viene votato il documento di proposta (bozza) per Cividale, che trova tutti favorevoli eccetto il prof. Amendolaggine, che giustifica il voto contrario proponendo uno spostamento in toto della futura Facoltà a Cividale – onde evitare la frammentazione e disagi di collegamento delle due sedi –, ed il prof. Carniello, che valuta la proposta poco credibile. I rappresentanti degli studenti esprimono voto favorevole. Il documento quindi approvato verrà sottoposto al Consiglio di Facoltà del 17 gennaio 2008.

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